Metamask Vs. Brave Wallet. Confronto e recensione.

Metamask e Brave Wallet sono due estensioni di browser utilizzate per la custodia di criptovalute e per l’interazione con applicazioni decentralizzate.

In questo articolo li metto a confronto condividendo la mia esperienza d’utilizzo.

Sviluppo

Metamask è il principale software wallet al mondo per numero di utenti con milioni d’installazioni. Questo perché è stato uno dei primi wallet a disposizione degli utenti come estensione di browser volta una facile interazione con la rete Ethereum.

Il suo sviluppo è ormai consolidato e gli attuali aggiornamenti vanno in direzione della compatibilità con nuovi hard wallet, lo stake di Ether e il miglioramento di altre opzioni già preesistenti.

Di conseguenza si può affermare un’applicazione ormai fra le più stabili a disposizione.

Brave wallet è invece molto recente e il suo sviluppo va avanti insieme al suo browser. Non mancano i bug in fase d’utilizzo ma sta recuperando velocemente al cospetto della concorrenza.

Inoltre, Metamask rimane il punto di riferimento per gli sviluppatori Solidity per l’utilizzo della testnet.

Sicurezza

Nessun software wallet è sicuro se non usato con un hard wallet. Un punto a favore lo merita Brave in quanto, essendo integrato all’interno del proprio browser, non compromette la sicurezza della navigazione a causa della presenza di applicazioni terze.

Di norma, infatti, non andrebbero installate applicazioni di terze parti su un browser se non quelle strettamente necessarie. Il fatto di non doverne installare rende questo un importante punto di forza per Brave Wallet.

Inoltre, girano in rete troppe versioni fake di Metamask, alcune delle quali vengono indicizzate da Google tramite sponsorizzazioni. Questo trae in inganno molti utenti che, una volta installato il software malevolo, perdono tutti i capitali.

Non è un problema che riguarda direttamente Metamask ma influisce comunque sulla sicurezza degli utenti.

Questo su Brave non può accedere.

Inoltre, su Metamask manca l’opzione per nascondere la visualizzazione dei capitali nel wallet che invece è presente in Brave.

Facilità d’utilizzo

Questa rimane un’opinione strettamente personale.

I wallet rimangono strumenti per smanettoni. Certo le installazioni di Metamask sono tantissime ma solo una parte degli utenti sa usare correttamente un wallet. Questo perché lo sviluppo è ancora lontano da una semplicità tale da consentire un’adozione di massa.

Una volta installato Metamask appare solo Ether come unica valuta mentre le altre vanno aggiunte manualmente. Ancora più complesso rimane l’integrazione di token al di fuori della rete Ethereum con inserimento manuale dello smart contract. Ritengo questa un’inutile complicazione eccessiva per un utente finale con scarsa formazione.

Su Brave invece sono già presenti le criptovalute delle chain già integrate e l’inserimento dei token lo ritengo più semplice e immediato.

Un punto a favore lo concedo a Brave.

Utilizzo con hard wallet

Questo è un punto a favore di Metamask. Il numero di hard wallet da poter collegare sono diversi a cominciare da Ledger e Trezor per poi proseguire con quelli dotati di QR Code Scanner come Keystone, N’Grave e altri.

Sono proprio i dispositivi con QR Code scanner a mancare ancora nella lista di Brave. Tuttavia, essendo un’applicazione in piena evoluzione, le cose potrebbero cambiare nel tempo.

Interazione con le varie blockchain

Questo è un punto a favore di Brave Wallet.

Metamask ha mantenuto negli anni la fama di wallet fortemente orientato alla rete Ethereum. Solo recentemente ha aggiunto l’opzione d’attivazione di altre reti con un semplice click ma focalizzandosi sui Layer 2 come Arbitrum e Optimism e la sidechain Polygon.

A parte Avalanche e Fantom, mancano infatti alcune fra quelle principali a partire dalla BNB Chain e da Cronos che vanno inserite manualmente, operazione scomoda per un utente alle prime armi.

Manca del tutto la possibilità d’interagire con blockchain non EVM compatibili.

Brave invece integra da subito sia le principali blockchain EVM compatibili che altre non EVM compatibili come Solana e Filecoin. Certo farebbe comodo anche l’interazione con altre chain come Cardano ma già adesso facilita non poco la vita degli utenti.

Difatti un utente, anziché dover installare due applicazioni come Metamask e Phantom (wallet nativo Solana), può usare Brave Wallet per interagire con i vari ecosistemi.

Interazione con le Dapp

Questo è un punto a favore di Metamask in quanto software wallet ben consolidato nel mondo crypto.

Praticamente tutte le principali applicazioni decentralizzate dell’ecosistema Ethereum ed EVM compatibili consentono l’interazione con Metamask come prima e, a volte, come unica opzione.

Brave è ancora indietro, non per colpa dell’applicazione ma perché sono le Dapp a non permettere ancora l’integrazione.

Alcuni esempi sono Uniswap e Opensea che consentono l’interazione con Metamask ma non con Brave.

Tuttavia, Brave è sempre più integrato in Solana dove le principali Dapp come Raydium, Bonfida, Orca o Magic Eden permettono già una facile interazione.

Tabella comparativa

Metamask e Brave Wallet. Tabella comparativa.

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