Smart Contract e fiducia

Gli Smart contract hanno rivoluzionato il mondo delle criptovalute. Basate soprattutto su Ethereum, hanno permesso lo sviluppo delle principali piattaforme decentralizzate.

La fiducia nel sistema finanziario

Una sostanziale differenza fra il mondo DeFi e quello della finanza centralizzata è basato sul concetto di fiducia.

Quando chiediamo un prestito in banca, la decisione sulla concessione o meno spetta a delle persone sulla base di un sostanziale libero arbitrio. Il crack immobiliare del 2007-2008 è stato causato da valutazioni basate anche su un certo sentiment di mercato.

Sono stati concessi prestiti in maniera arbitraria pensando che il castello non crollasse mai per poi cadere nella trappola dell’insolvenza. Al contrario, possono venire applicate rigide regole di mercato. Saranno sempre uomini a decidere a chi concedere la fiducia sul mutuo e noi dovremo adeguarci.

Cosa sono gli Smart Contract

Nella finanza decentralizzata, dove non esistono intermediari, il concetto di fiducia viene sostituito dagli Smart Contract. Si tratta di programmi che svolgono determinate operazioni come l’alimentazione di un pool di liquidità, lo swap di monete, la concessione di un prestito, la liquidazione di un collaterale in caso d’insolvenza e tante altre operazioni.

Poniamo l’esempio di una piattaforma di lending/borrowing, ci saranno dei liquidity provider a fornire liquidità per ottenere rendite passive.

Se un utente vuole invece chiedere un prestito, è lo smart contract a concederlo secondo dei criteri ben definiti. Più collaterale vai a depositare, più soldi puoi chiedere. Più soldi però chiedi, più è alto il rischio d’insolvenza. Se non paghi o il collaterale perde valore e non compensi la perdita, la liquidazione avviene automaticamente e l’utente perde il collaterale.

Queste sono operazioni essenziali che però permettono alla piattaforma di autoalimentarsi e di pagare i liquidity provider. Senza queste condizioni nessuno andrebbe a fornire liquidità alla pool.

Le Dapp e gli Smart Contract

Le Dapp o applicazioni decentralizzate si possono considerare un calderone di smart contract. In un exchange decentralizzato o su una piattaforma di lending/borrowing, effettueranno automaticamente le singole operazioni.

Negli NFT, sono gli smart contract a confermare l’unicità e la proprietà di quel determinato Token non fungibile. Ciò permette il bypass gli atti notarili per il passaggio di proprietà di una casa o di una macchina perché l’atto è inequivocabile e privo di manipolazioni.

Principali blockchain

Dove nascono gli smart contract? Su Ethereum. La sua blockchain è stata creata proprio per lo sviluppo di applicazioni decentralizzate basate sugli smart contract. Per questo tutte le principali Dapp sono proprio su Ethereum. Lo stesso avviene sulle Blockchain EVM compatibili.

Gli smart contract su Ethereum e sulle blockchain EVM compatibili sono sviluppati tramite un linguaggio di programmazione che si chiama Solidity che, sotto certi aspetti, si può intendere come un’evoluzione del Javascript.

Per vedere la TVL (Total Value Locked) di queste Dapp basta visitare il sito Defi Pulse. Tutte le principali Dapp, che siano dex, piattaforme di lending/borrowing, marketplace di NFT, sistemi di pagamento, sono tutti basati su Ethereum. Applicazioni come Aave sono multipiattaforma solo perché è possibile operare su Polygon, ovvero una side-chain di Ethereum.

Altre blockchain non EVM compatibili sviluppano pure smart contract. Cambiano però i criteri e il linguaggio usato. Alcuni esempi si trovano su Solana e Cardano, spesso definiti Ethereum Killer ma che, in verità, sono strutturalmente ben lontane in termini di sviluppo e sicurezza.

Smart contract e sicurezza

Certo questo ambiente, particolarmente automatizzato, non è esente da rischi. Possono avere dei bug, essere hackerati così come le piattaforme stesse possono avere delle lacune strutturali.

Questo allontana gli utenti dall’ecosistema con conseguenze anche in termini di valore per il token che lo alimenta. Ethereum si dimostra sempre l’ecosistema più sicuro e decentralizzato sebbene abbia dei noti problemi di scalabilità.

Ulteriori evoluzioni si avranno con l’avvento della DeFi 2.0.

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