Economia circolare e blockchain

L’economia circolare può aumentare la sua efficienza grazie all’utilizzo di tecnologie come la blockchain.

In questo articolo spiego i concetti base legati all’economia circolare e come le tecnologie legate alle criptovalute possono cambiare il mondo industriale.

Cos’è l’economia lineare

L’economia lineare corrisponde all’attuale sistema industriale in cui quanto viene prodotto viene utilizzato e poi buttato.

L’obiettivo dell’economia lineare è focalizzato al mero guadagno. Le singole componenti non sono pensate al riutilizzo ma solo assemblate per un utilizzo in un periodo limitato.

Quanto succede alla fine della vita del manufatto non è affar del produttore. Un esempio pratico sono gli imballaggi, pensati per un utilizzo brevissimo e spesso irrecuperabili.

Ciò alimenta le discariche e porta alla continua ricerca di materie prime comportando sprechi di energia e conflitti mondiali.

Le soluzioni si cercando al momento tramite dannosi termovalorizzatori, ovvero si bruciano rifiuti per generare energia e trovando rifugio nell’obsoleta raccolta differenziata.

Questo sistema è del tutto insostenibile e indica una scarsa lungimiranza da parte dei produttori. Questi non considerano la scarsità di materie prime, spesso provenienti da luoghi con gravi complessità d’estrazione a livello geologico, di trasporto e politico.

Come cantavano i CCCP: Produci, consuma, crepa.

Cos’è l’economia circolare

L’economia circolare è un sistema ideale in cui non esiste il concetto di rifiuto.

Si tratta di un processo di ottimizzazione a livello produttivo in cui ogni componente è pensato non solo per il suo utilizzo ma anche per il recupero e il nuovo inserimento nel ciclo iniziale.

Il concetto dell’economia circolare si basa sulle Cinque erre.

Riduci

L’attuale sistema capitalistico ci porta a volere e ad accumulare sempre più oggetti spesso inutili. Gli esempi riguardano l’elettronica, i vestiti, il cibo, i mobili e quant’altro.

Ciascuno di noi, ripensando a quanto ha attorno a sé, dovrebbe ragionare sull’utilità dell’accumulo di oggetti e sull’effettiva utilità.

Riducendo l’accumulo di cose si aiuta a rendere il sistema sostenibile.

Riusa

L’usa e getta è una piaga dell’economia lineare. Un concetto insostenibile e dannoso per l’ambiente e simbolo negativo del consumismo sfrenato.

Utilizzando oggetti riutilizzabili per più tempo si rientra nell’ambito dell’economia circolare.

Si pensa a una borraccia in acciaio, un cestino per la colazione, una borsa di tessuto per fare la spesa. Tutto ciò fa parte dell’economia circolare.

Ripara

L’attuale sistema industriale spesso non prevede che un oggetto venga riparato ma solo buttato per acquistarne un altro.

Basti pensare a un cellulare. Molti sono abituati a cambiarlo ogni due anni perché questo è il ciclo di vita per cui è progettato.

Sostituire uno schermo danneggiato è un processo costosissimo perché il cellulare non è pensato per la sua sostituzione. Di conseguenza l’utente è orientato ad acquistarne uno nuovo.

Questo è un gravissimo spreco di risorse. Per costruire un telefono cellulare occorrono materie prime come cobalto, indio, rame, silicio, materie plastiche e le famigerate terre rare che anziché venir recuperate, finiscono in discarica.

Gli attuali smartphone sono pensati solo in chiave di economia lineare.

Molti lavori come quello del calzolaio, del sarto, del riparatore di elettrodomestici sono andati a morire quando invece dovrebbero tornare per assumere un ruolo importante nella sostenibilità del nostro sistema economico.

Recupera

Un vecchio oggetto non necessariamente è obsoleto, anzi può e deve trovare nuova vita.

Gli abiti usati sono un ottimo esempio. Anziché puntare ad acquistarne di nuovi è possibile dare nuova vita ad altri preesistenti.

Molti utenti della Rise Up Academy, grazie al mio intervento, hanno recuperato vecchi computer destinati alla discarica semplicemente recuperandoli installando Linux. Tutto a costo zero.

Questo perché molti sistemi operativi sono pensati solo per PC di ultima generazione spingendo gli utenti a comprare nuova elettronica sempre più performante e rendendo obsoleti dispositivi di pochi anni.

Ricicla

La raccolta differenziata viene spesso visto come il grande baluardo per tenere le città pulite.

Niente di più sbagliato.

La raccolta differenziata ha come obiettivo il recupero di rifiuti per destinarli nuovamente nel ciclo produttivo. Viene separato l’umido dal secco per trasportare i rifiuti in impianti mirati alla conversione in nuove materie prime.

Il problema è che, causa economia lineare, i manufatti sono spesso multistrati di vari materiali impossibili da recuperare per cui destinati comunque alla discarica o ai termovalorizzatori.

Prodotti come un barattolo di vetro, una lattina, una gomma possono avere varie applicazioni nell’economia circolare mentre materiali multistrato, materie plastiche o la carta rendono il ciclo complesso e in moltissimi casi del tutto inapplicabile.

Il pensare al riciclo come unica soluzione al problema dei rifiuti è del tutto insostenibile.

Cos’è la blockchain in poche parole

La blockchain è un registro di transazioni aperto e immutabile nel tempo.

Si tratta di un sistema con blocchi ordinati in successione temporale. Una volta chiuso il blocco, esso non è più mutabile.

La prima blockchain è stata creata dallo pseudonimo Satoshi Nakamoto come registro di transazioni per Bitcoin

Le blockchain, negli anni, hanno avuto sempre maggiore applicazione in altri settori come quello dell’aviazione, della supply chain, dei diritti d’autore e tant’altro.

Questo è un primo insegnamento per i detrattori delle criptovalute e della blockchain. Chi sostiene che “Bitcoin inquina, spegniamo tutto” dovrebbe studiare profondamente l’argomento prima di esprimersi.

Blockchain ed economia circolare

Nell’economia circolare la blockchain può assumere un ruolo sempre più importante.

Grazie alla blockchain, ogni movimento di una materia prima dall’estrazione alla trasformazione fino al suo utilizzo finale può essere tracciato ai fini del ritorno in circolo.

Questo può riguardare ogni singola componente elettronica, una parte di un veicolo, una lampadina. Grazie alla blockchain non viene persa traccia del percorso di quella determinata materia prima consentendo il suo monitoraggio in ogni passaggio del suo ciclo di vita.

I dati immessi sono immutabili nel tempo e condivisibili. Significa che i dati inseriti non sono alterabili e sono collegati a metadati come fatture, documenti di trasporto, dazi doganali ecc.

Inoltre, consente agli enti pubblici il monitoraggio del virtuosismo di ogni singola azienda. La blockchain permetterebbe agli enti pubblici di monitorare quanti e quali rifiuti genera un’azienda riducendo al minimo il rischio di smaltimenti non autorizzati e quindi l’abbandono in discariche abusive.

Di conseguenza, l’azienda andrebbe a pagare le tasse sui rifiuti effettivamente generati.

Blockchain e sistema di incentivi

Lo stesso potrebbe riguardare il privato la cui generazione di rifiuti può essere monitorata, tassata ma anche premiata in caso di virtuosismo.

Esistono infatti progetti in cui i cittadini vengono premiati tramite token sulla base della quantità di rifiuti differenziati. Più rifiuti differenziati il cittadino conferisce, più token riceve come premio. Un esempio può essere il progetto Recereum.

Certo questo sistema non è del tutto adatto a un sistema basato sull’economia circolare in quanto non spinge alla produzione di meno rifiuti (al contrario). Tuttavia può essere un incentivo alla raccolta differenziata nonché deterrente nei confronti dell’abbandono di rifiuti in aree non autorizzate.

Economia circolare come nuovo sistema

L’applicazione dell’economia circolare deve portare a un superamento dell’attuale sistema capitalistico in cui l’unico fine è il mero guadagno trascurando aspetti come l’etica, l’ambiente e la sostenibilità.

La blockchain non è la soluzione per antonomasia al problema della sostenibilità ma si tratta di una chiave importante in vista della quarta rivoluzione industriale già in corso.

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